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Written by SBC   
Sunday, 19 October 2008 19:28
COSA È IL PM10?
Il PM10 è l’insieme delle polveri sospese in aria con diametro aerodinamico inferiore ai 10 µm . La caratteristica di tale inquinante è quella di penetrare nel sistema respiratorio, oltre la laringe. Al proposito, è in effetti definita come la “frazione toracica delle polveri”. In realtà, più la dimensione del particolato è piccola più è pericolosa. Il PM2.5, ad esempio, con diametro inferiore ai 2.5 µm tende a depositarsi nella zona tracheobronchiale. Solo la parte inferiore ad 1 µm riesce infine a giungere negli alveoli polmonari. La composizione del PM10 è variabile, in quanto le particelle possono avere origine diverse. Può contenere solfati, nitrati, metalli pesanti, particelle carboniose. 
 
QUALI SONO LE SORGENTI DEL PM10?
Come la composizione, anche le sorgenti di emissione del Pm10 sono differenziate. Nelle aree urbane lombarde, i maggiori responsabili dei livelli di PM10 possono essere identificati principalmente nel trasporto su gomma (sia con emissioni dirette che con la parte dovuta al risollevamento) e, durante la stagione fredda, nel riscaldamento. Non irrilevante è la fonte industriale in aree ove siano presenti industrie chimiche, petrolchimiche, siderurgiche, metallurgiche o cementifici. 
 
IN QUALE PERIODO DELL’ANNO IL PM10 RAGGIUNGE I VALORI MASSIMI? PERCHÉ?
In Lombardia, il PM10 raggiunge i valori massimi durante la stagione fredda, principalmente nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Il motivo principale è legato alle condizioni meteorologiche della nostra regione. Se infatti è vero che durante la stagione fredda gli impianti di riscaldamento contribuiscono alle emissioni, sono soprattutto le condizioni di stabilità atmosferica che favoriscono l’accumulo di PM10. Tale situazione si verifica soprattutto durante l’inverno, in condizioni di calma di vento e cielo sereno. Il raffreddamento della superficie terrestre in tali condizioni è infatti tale che la temperatura dell’aria al posto che diminuire con la quota come di consueto, aumenta. Ciò determina un ristagno delle sostanze a terra che non riescono a disperdersi verso l’alto, visto che, in una descrizione un po’ semplificata, risultano più pesanti degli strati atmosferici superiori. 
 
La sigla PM10 identifica materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico medio è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro.
È costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide.
Le principali fonti di PM10 sono:
  • Sorgenti naturali: l'erosione del suolo, gli incendi boschivi, le eruzioni vulcaniche, la dispersione di pollini, il sale marino
  • Sorgenti legate all'attività dell'uomo: processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche), usura di pneumatici, freni ed asfalto
Inoltre, una parte rilevante del PM10 presente in atmosfera deriva dalla trasformazione in particelle liquide di alcuni gas (composti dell'azoto e dello zolfo) emessi da attività umane.
Nelle aree urbane il traffico veicolare non è la principale fonte del PM10 (è circa il 29% - fonte: Centro studi sui sistemi di trasporto, riportato sul numero di febbraio 2007 della rivista Quattroruote)
La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell'apparato respiratorio:
  • oltre i 7 µm: cavità orale e nasale
  • fino a 7 µm: laringe
  • fino a 4,7 µm: trachea e bronchi primari
  • fino a 3,3 µm: bronchi secondari
  • fino a 2,1 µm: bronchi terminali
  • fino a 1,1 µm: alveoli polmonari
Dipende inoltre dalla loro natura chimica. In genere, le patologie legate all'inquinamento da polveri sottili sono riconosciute essere l'asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità polmonari. La mortalità indotta dalle polveri sottili è oggetto di dibattito. L'OMS, sulla base di uno studio condotto nel 2000 in 8 città del mondo, stima che le polveri sottili siano responsabili dello 0,5% dei decessi registrati nell'anno.
I valori limite sono definiti in Italia dal decreto-legge nr. 60 del 2 aprile 2002; tale decreto fissa due limiti accettabile di PM10 in atmosfera:
- Il primo è un valore limite di 50 µg/m³ come valore medio misurato nell'arco di 24 ore da non superare più di 35 volte/anno.
- Il secondo come valore limite di 40 µg/m³ come media annuale 
Last Updated ( Friday, 03 April 2009 16:26 )
 
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